Archives Novembre 2014

Detenzione di armi in casa: le nuove regole

Con il decreto legislativo numero 121 del 29 settembre 2013 è cambiata la legge che norma la detenzione di armi in casa, per tutti quei soggetti che sono privi di porto d’armi. In particolare, il comma 2 dell’articolo 6 prevede che “entro 18 mesi dall’entrata in vigore del presente decreto i soggetti detentori di armi […] devono produrre entro il 4 maggio 2015 il certificato medico di idoneità alla detenzione di armi comuni da fuoco previsto dall’articolo 35, settimo comma, del regio decreto 18 giugno 1931, numero 773, salvo che non sia stato già prodotto nei sei anni antecedenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione. Decorsi i diciotto mesi è sempre possibile la presentazione del certificato nei 30 giorni successivi al ricevimento della diffida da parte dell’ufficio di pubblica sicurezza competente”.

In altre parole, c’è tempo fino ai primi di maggio 2015 per mettersi in regola senza troppi patemi d’animo; dopodiché, se si omette di produrre la dovuta certificazione, occorrerà attendere la diffida del commissariato e da quel momento scatteranno altri 30 giorni di tempo per rientrare nella norma di legge.

Metodologia delle perquisizioni

perquisizioni

(…) Per effettuare una perquisizione è vitale e essenziale rispettare alcune regole che permetteranno di operare al personale scorte in sicurezza e celerità.
Prendiamo per esempio l’ingresso in un appartamento: il responsabile dell’unità di bonifica assegnerà preventivamente i settori da bonificare ai propri collaboratori, per cui ogni operatore inizierà il proprio lavoro con metodo dal basso verso l’alto e seguendo il senso orario da sinistra verso destra; dividerà inoltre il proprio spazio verticale, in tre ulteriori settori:

– dal pavimento all’altezza della propria vita;

– dalla vita all’altezza massima delle braccia;

– infine, eventualmente aiutandosi con una scala o una sedia, terminerà con l’area del soffitto.

Usando questa metodologia è impossibile tralasciare oggetti o suppellettili da controllare, avendo però l’accortezza di contrassegnare a proprio modo le aree già verificate con del nastro adesivo controllato, bollini adesivi e quant’altro possa essere utile e visibile, per evidenti motivi di sicurezza e per evitare che inutilmente possano essere ripetute le operazioni di bonifica.

 

Estratto da Manuale tecnico: “Tecniche di protezione – Scorta e sicurezza” – Metodologia delle Perquisizioni

Le differenze fra porto e trasporto di armi

trasporto di armi

Porto d’armi e trasporto di armi sono due concetti distinti, introdotti dalle norme leggi 110/1975 e 85/1986, attualmente in vigore. Spesso finiscono per essere associati o sovrapposti, inducendo in errore tanto gli appassionati quanto le autorità di pubblica sicurezza. Il porto si configura quando una persona ha l’immediata disponibilità dell’arma. Abbiamo il porto di un’arma, quindi, quando si porta una pistola in fondina, non necessariamente carica, ma anche quando la si porta nel vano porta oggetti dell’automobile.

Trasportare un’arma, invece, significa movimentare una pistola o un fucile, necessariamente scarichi, conservati all’interno di una custodia e non a stretto contatto on le munizioni.

Il porto di fucile per uso Tiro a volo, per esempio, è titolo che abilita al trasporto di tutte le armi (comuni, sportive e per caccia) e al porto delle sole armi oggetto dell’autorizzazione (il fucile all’interno di un campo per il Tiro a volo). Viceversa, un porto per difesa personale (pistola, rivoltella o fucile) consente di portare le armi oggetto dell’autorizzazione, ma permette anche di trasportare tutte le altre armi (per esempio un fucile a un campo per il tiro a volo).

Scorta: norme di comportamento e regole base

security scorta

In linea di massima, gli operatori scorta addetti alla protezione del vip precedono, affiancano e seguono lo scortato, in base al loro numero, formazioni diverse per altrettanti diversi dispositivi di sicurezza.
Dove la disponibilità di personale è numericamente consistente (ma questo accade raramente e in modo sporadico) è possibile prevedere un’articolazione dell’unità operativa in due anelli di protezione:
1. Gruppo di difesa vicino ad immediato contatto con il protetto (primo anello di protezione); (…)
2. Gruppo di riserva che si muove a distanza (secondo anello di protezione), pronto ad entrare in azione dove si necessita del suo intervento.
(…) Il personale addetto alla protezione del vip dovrà obbligatoriamente allontanare gli individui che provvederanno ad ostacolarli durante lo spostamento e, in particolare,  se cercheranno di inserirsi nella formazione o superarla. Più violento e repentino sarà tale tentativo, tanto eguale e proporzionata sarà la reazione nel respingerlo. Altrettanto avverrà durante gli spostamenti in autovettura, poiché gli autisti dei veicoli di scorta, personale ben addestrato alla guida di disimpegno e di sicurezza, e di quelli scortati, impediranno in qualsiasi modo, anche speronando, che altri veicoli possano inserirsi tra dette autovetture o riescano ad affiancarsi a quella della personalità.

In ogni caso è bene precisare che non verranno mai adottate metodologie gratuitamente violente ma, anche se ciò a volte sembrare, in realtà non lo è, in quanto l’elemento di disturbo, che nel nostro caso è “colui che tenta l’assalto”, verrà respinto con il medesimo vigore da lui stesso utilizzato nel tentativo di violare l’anello di protezione.

Estratto dal manuale “Tecniche di protezione – scorta e sicurezza”

Guardie Giurate dell’istituto vigilanza della Metro Security Express sventano attacco a nave italiana

Roma, 7 agosto 2014 – Sventato dalle guardie giurate armate un attacco di pirati a una nave mercantile italiana in navigazione nel golfo di Oman. Il tentativo di attacco è avvenuto ieri intorno alle ore 11 ora locale a opera di 8 barchini che hanno circondato la motonave cisterna ”Giacinta”, battente bandiera italiana, in navigazione verso Fujairah negli Emirati Arabi. Le guardie armate della Metro Security Express di Roma, in servizio antipirateria sulla nave, hanno fatto scendere il personale della nave sotto coperta e hanno seguito le procedure di dissuasione contro i pirati, prima mostrando le armi e poi sparando un razzo paracadute. I pirati però hanno cambiato rotta, allontanandosi dalla nave, solo dopo che le guardie giurate hanno sparato un warning shot (colpo di avvertimento) con le armi in dotazione. La sequenza degli avvenimenti è stato comunicata dal comandante della Giacinta all’UKMTO, l’organizzazione che effettua il monitoraggio del traffico mercantile in funzione antipirateria, e alla nave militare Mimbelli. La motonave ”Giacinta”, che grazie al pronto intervento del Team di protezione non è mai stata in pericolo, ha quindi proseguito la navigazione verso Fujairah in condizioni di sicurezza.
Il Team di protezione, composto da 4 Guardie Giurate e guidato dal Team Leader Edoardo Romita ex appartenente al Reggimento San Marco, ha ricevuto i complimenti dal Comandante per la professionalità dimostrata durante tutto lo svolgersi degli eventi.
La Metro Security Express è il primo Istituto di Vigilanza privato ad aver ottenuto l’estensione di licenza per salire a bordo delle navi italiane che negli ultimi mesi ha iniziato l’attività di antipirateria marittima portando a termine con successo già 8 transiti in tratti di mare considerati ad alto rischio pirateria (le cosiddette High Risk Area).

http://www.informatorenavale.it/news/roma-guardie-giurate-dellistituto-vigilanza-della-metro-security-express-sventano-attacco-a-nave-italiana/

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