I casi in cui sono necessarie le investigazioni aziendali

Un’impresa, a prescindere dalle dimensioni e dal numero di dipendenti, qualora nutra dubbi su alcuni dipendenti o abbia sospetti che possano verificarsi condotte fraudolente, dovrebbe sempre rivolgersi ad un’agenzia investigativa specializzata.
Vi sono diversi casi in cui è necessaria: assenteismo, verifica dei requisiti dei neo-assunti, presunta concorrenza sleale, rilevazione di discrepanze nella contabilità o furti.

L’investigazione aziendale è fondamentale per la raccolta di prove che permettono al datore di verificare situazioni molto frequenti: simulazione di infortunio o di malattia, furto di beni aziendali, false timbrature del cartellino, violazione del patto di concorrenza, etc. Per accertare tali situazioni è necessario, anche e soprattutto, raccogliere elementi di prova concreti a carico del dipendente fraudolento.

La concorrenza sleale rappresenta una situazione rilevante, in cui è necessario intervenire con indagini aziendali, poiché è una situazione che può causare danni patrimoniali e d’immagine ingenti. La concorrenza sleale può essere sia interna che esterna, nel primo caso è opportuno verificare che i dipendenti non sottraggano all’azienda know how, brevetti e marchi. Sulla concorrenza sleale serve una raccolta di prove (foto, video, documenti) per comprovare in sede processuale la condotta.
Infine può essere utili accertarsi, prima di assumere un nuovo dipendente, la veridicità delle informazioni fornite al fine di valutare le reali competenze del candidato. L’indagine pre-assunzione si basa sulla raccolta di informazioni ricavate da banche dati ufficiali, dall’analisi del curriculum vitae e dalla verifica di precedenti attività lavorative. 

Ombra presente al “Premio Semplicemente Donna”

Si avvicina la IV edizione del Premio Internazionale Semplicemente Donna che ha come mission la lotta contro la violenza di genere.

Un argomento particolarmente delicato quanto di attualità in considerazione del fatto che non passa giorno che le pagine di cronaca riportano tragici episodi di brutalità commessi verso il genere femminile.

L’edizione 2016, sarà interamente incentrata nella sensibilizzazione e nella formazione di una cultura solida volta a contrastare questo fenomeno. “Per farlo occorre partire dalle nuove generazioni” ha spiegato la presidente della Giuria Ivana Ciabatti. Ecco perché nel calendario della manifestazione sono presenti incontri tra le premiate e gli studenti di alcuni istituti scolastici aretini. Incontri al quale prenderà parte il personale della Polizia di Stato di Arezzo.

Il primo appuntamento in programma è per giovedì 17 novembre. Alle ore 10 presso il liceo “Vittorio Colonna” di Arezzo Jasvinder Sanghera incontrerà gli studenti per un dibattito sulla figura della donna e sulla violenza di genere. All’incontro prederà parte anche Giovanni Schettino, dirigente della squadra mobile della Polizia di Stato di Arezzo.

La Polizia di Stato da questa edizione è al fianco del comitato organizzatore per analizzare insieme alle premiate e ai ragazzi il fenomeno della violenza di genere.
Presente agli incontri con gli studenti, anche l’agenzia di sicurezza Ombra Security che darà utili consigli su come individuare situazioni critiche e come reagire in caso di tentata violenza.
I colleghi che volessero realizzare interviste in occasione dell’incontro al Liceo “V. Colonna” potranno recarsi presso l’istituto (via Porta Buia 6, Arezzo) alle ore 12.

Jasvinder Sanghera, “Premio Diritti umani e civili”. Discendente da una famiglia indiana, nata in Gran Bretagna, attraverso la Fondazione Karma Nirvana da lei costituita , da anni si batte contro i matrimoni forzati. Il suo lavoro e il suo impegno, divenuto incubo per i genitori e speranza per le figlie , nel tempo ha dato i suoi frutti. Il governo di David Cameron nel 2014 ha riconosciuto reato il matrimonio forzato.

http://www.arezzonotizie.it/attualita/premio-semplicemente-donna-jasvinder-sanghera-ad-arezzo-racconta-la-sua-storia/

Stage per la Difesa Personale – 01 ottobre 2016

difesa personale

La Società OMBRA SECURITY S.r.l. organizza per Sabato 01 Ottobre, dalle 10.00 alle 12.00, presso la Palestra Isola Verde, uno stage GRATUITO di Difesa Personale ed Antiaggressione Femminile.

L’evento è APERTO A TUTTI essendo quello della difesa personale, e dell’antiaggressione femminile, un tema sociale molto sensibile, anche visti i recenti casi di cronaca Nazionale.

Chi intende partecipare dovrà comunicare entro giovedì p.v. all’indirizzo di posta elettronica a.lucani@ombra-security.it  o al numero 338-1537352, il proprio nome, cognome e contatto telefonico che saranno utilizzati ESCLUSIVAMENTE per il riconoscimento ad inizio dello stage e per il rilascio del diploma di partecipazione allo stesso.

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Scorta e sicurezza – considerazioni sull’attentato di Alì Agca al Santo Padre

L’attentato di Alì Agca al Santo Padre, che avvenne il 13 maggio 1981, ha rappresentato un evento terroristico particolarmente grave nella storia del nostro paese. Benché siano rimasti irrisolti alcuni aspetti su movente e mandanti, non è sostenibile la versione del terrorista di essere un folle isolato. Difatti le modalità di esecuzione dell’evento, rivelano che l’attentatore lo aveva pianificato con perizia e capacità organizzativa. Questo considerando diversi aspetti: il tipo di arma da usare, la distanza e il luogo da dove colpire, il momento particolare in cui agire: una piazza gremita di persone.
Con l’utilizzo di un’arma a canna lunga non sarebbe stato possibile occultarla dopo il fatto, ma comunque sarebbe stato estremamente difficoltoso anche gestirla prima, l’elevato numero di persone presenti l’avrebbero notata certamente.
Poco praticabile sarebbe stato l’utilizzo di un qualsiasi congegno esplosivo da lancio, tipo una bomba a mano, in quanto avrebbe potuto mancare il bersaglio a causa della troppa approssimazione del lancio. Storicamente ci sono anche esempi in tal senso.
Per cui l’unica arma idonea a raggiungere lo scopo, doveva obbligatoriamente essere una pistola: facile occultamento, facile utilizzo, possibilità di farla sembrare un prolungamento del braccio stesso.
L’attentatore, per avere maggiori probabilità di riuscita, deve aver considerato anche la distanza che doveva intercorrere tra il tiratore ed il bersaglio, che doveva essere poca, ma neppure troppa, per poter avere un tiro utile in condizioni ottimali. certamente era stata considerata la velocità del mezzo su cui si muoveva il Papa, sempre a “passo d’uomo”.
Non erano importanti né il senso di marcia del veicolo, né la folla dei fedeli, perché il bersaglio risultava sempre in posizione elevata e, soprattutto, privo di qualsiasi protezione.
Altro fattore importante, per l’attentatore, appunto il numero elevato di persone presenti al momento del transito del Papa, in quanto, dopo lo sparo, sarebbero state prese da paura e panico, rendendo più facile il suo allontanamento dal luogo dell’attentato e la sua stessa individuazione.
Solo dopo l’attentato furono esaminate tutte le fotografie e i filmati fatti: in alcuni di loro fu notata la presenza dell’attentatore, che aveva seguito il Santo Padre nei suoi spostamenti. Questo fatto, portato ad esempio, illustra la necessità, per un servizio di sicurezza di tale importanza, di fotografare e filmare le persone presenti.
In base al riscontro visivo che potrà essere fatto, potremo adottare la seguente regola: se la persona è vista in filmato due volte, potremo supporre trattarsi di una coincidenza. Ma se la presenza è rilevata tre volte, si può supporre che ci sia un possibile pericolo.

Estratto dal manuale “Tecniche di protezione – Scorta e Sicurezza”

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